Le Grandi Domande di Web Life Online
Tecnologia Mobile Wireless: parliamo di HSDPA e HSUPA...
Cos'è l'HSDPA?
Contrariamente a quanto avviene per la maggior parte delle sigle, relative alla gestione dei servizi Wireless Mobile, l'HSDPA ovvero, High Speed Downlink Packet Access, non fa riferimento a una differente tecnologia quanto, piuttosto, a un miglioramento della velocità di scaricamento dei pacchetti dati relativo allo standard UMTS. Si tratta, quindi, di un protocollo aggiuntivo per l'UMTS in grado di migliorarne sensibilmente le prestazioni. In primo luogo, l'HSDPA aumenta le capacità di gestione delle reti permettendo così di ottimizzare la navigazione in Internet. In secondo luogo innalza la velocità massima di download fino alla soglia di ben 14 Mbps. Tutto ciò permette non solo di massimizzare i risultati relativi ai servizi offerti dai telefoni cellulari di terza generazione, ma anche di rendere realmente fruibili ulteriori funzionalità come, per esempio, la videochiamata. In quest'ultima modalità, l'HSDPA consente di ottenere una velocità di risposta a terminale paragonabile a quella raggiungibile tramite una classica linea ADSL. In Italia, i servizi HSDPA sono erogati da tutti gli operatori di telefonia mobile, in automatico, sui cellulari UMTS. Per utilizzarli, comunque, è consigliabile sfruttare una connessione con tariffe flat o a limitazione, piuttosto che al consumo.Cos'è l'HSUPA?
L'HSUPA, ovvero High-Speed Uplink Packet Access, rappresenta una delle principali evoluzioni della tecnologia UMTS. Si tratta di un protocollo di accesso dati per le reti di telefonia mobile caratterizzato da una velocità di upload massima, dichiarata, pari a 5,76 Mbps. Inizialmente, trattandosi di una derivazione dell'UMTS originario, veniva classificato come una tecnologia di generazione intermedia o 3.5G. Attualmente, però, questa definizione non viene più usata a causa della diffusione di un ulteriore standard, sempre derivante dall'UMTS: l'eHSPA o evolved HSPA. L'eHSPA con una velocità di invio dati pari a 22 Mbps e una banda in scaricamento di ben 56 Mbps, rappresenta un notevole miglioramento dell'HSUPA ma non rientra ancora a pieno titolo nella definizione di tecnologia di quarta generazione o 4G. Esiste, infine, un ulteriore standard basato sull'UMTS e attualmente diffuso: LTE, ovvero Long Term Evolution. L'LTE, chiamato anche Super 3G consente una velocità nominale di trasferimento dati in ricezione fino a 100 Mbps e in invio fino a 50 Mbps.
Culture Differenti:
Mentre in Europa e in America gli standard Wireless Mobile si basano prevalentemente sull'impiego delle classificazioni in generazioni, in Giappone la telefonia mobile sfrutta logiche completamente diverse. Anche se si tratta, comunque, di una tecnologia basata sulla gestione a pacchetti dei dati, nel paese del "sol levante" la quasi totalità dei cellulari funziona i modalità I-Mode, ovvero: Information Mode. Sviluppata nel 1999 sulla base di un'intuizione di NTT DoCoMo, il primo operatore giapponese di telefonia mobile, l'I-Mode utilizza un approccio completamente differente ai contenuti offerti dal Web. Tutti gli standard derivanti dal GSM, infatti, navigano in Internet grazie al protocollo WAP, Wireless Application Protocol, a propria volta basato sul linguaggio WML, cioè Wireless Markup Language. L'I-Mode invece, utilizza una versione semplificata dell'HTML chiamata cHTML, ovvero Compact HTML, basata sul protocollo HTTP. Grazie a questa scelta, con i cellulari I-Mode è possibile consultare qualsiasi sito Internet per il quale esista anche una versione cHTML e non solo, come nel caso dei gestori europei, quelli realizzati in modalità WAP. In Italia, l'unico gestore che offriva il supporto alla tecnologia I-Mode era Wind ma lo ha sospeso a partire dallo scorso 12 ottobre 2009.




0 commenti:
Posta un commento