Cancelliamo ogni traccia della nostra Navigazione...
Quando ci colleghiamo ad Internet lasciamo delle tracce. Per nostra fortuna esistono diverse applicazioni in grado di garantire la privacy.
Facciamo un esempio molto diretto: immaginiamo un autovelox che scatta una foto ad ogni auto che passa, sia che vada piano sia che sfrecci a 150 Km/h. Non è una cosa simpatica, vero?.
La conservazione dei dati digitale elaborati dai computer esegue esattamente questo stesso principio. Per legge, i provider di servizi Internet devono registrare esattamente, con tanto di data e ora, tutto quello che facciamo in Rete. Questi dati vengono quindi conservati per almeno sei mesi. In questo modo non vengono sorvegliati soltanto i potenziali criminali, ma tutti gli utenti attivi sul Web. E' possibile ricostruire quali siti sono stati visitati, oppure se è stata scaricata musica o film. Anche la partecipazione ai forum di discussione è dimostrabile. Se però è possibile evitare un autovelox imboccando una via alternativa, è altrettanto semplice aggirare i controlli dei provider. A questo servono i software di anonimato. Alcuni sono gratuiti, altri richiedono il pagamento di una somma che può variare a seconda del traffico dati o del periodo per cui si decide di avvalersi di un simile servizio. Senza dire che sul Web esistono anche alcuni servizi on-line gratuiti in grado di garantire un buon livello di anonimato.
C'è comunque da aprire una parentesi, nel senso che, senza alcuna traccia, Internet non funzionerebbe. Per garantire il collegamento alla Rete e agli altri PC ad essa collegati, il provider deve necessariamente assegnare un indirizzo IP a ogni computer. Questo ha la stessa funzione del numero civico nella vita reale e consente ai siti Internet di trovare la strada giusta per l'instradamento delle informazioni. In nostro indirizzo IP viene definito dal provider nel momento in cui stabiliamo una connessione a Internet ed è memorizzato in un apposito file di protocollo. Confrontando il contenuto di questo file con i dati di connessione, si potrebbe risalire non solo ai siti che abbiamo visitato, ma anche alla data e all'ora esatta in cui ciò è avvenuto. Per ogni pagina Internet che carichiamo nel browser, il gestore del sito riceve, inoltre, anche informazioni relative al sistema operativo installato nel nostro computer, alla versione del browser utilizzato per collegarsi e ai siti visitati in precedenza. Senza dire che l'indirizzo IP rivela anche la città in cui viviamo.
Se siamo tra coloro che pensano che la tutela della privacy sia un diritto irrinunciabile, allora l'utilizzo di un software di anonimizzazione diventa essenziale. La maggior parte dei tool per l'anonimato in Rete usa una connessione cifrata di tipo VPN (Virtual Private Network) per inviare al provider le richieste di collegamento ai vari siti Web. Il provider può soltanto osservare questo trasferimento di dati sulla linea, che però ai suoi occhi risultano illeggibili. Dal provider la richiesta passa quindi al servizio di anonimizzazione che innanzi tutto la decodifica. In seguito viene "mascherata" utilizzando un proxy server (che servono per memorizzare le pagine Web) o una tecnica di routing NAT con cui vengono modificati gli indirizzi IP. Alla richiesta decodificata viene quindi assegnato un nuovo indirizzo IP, precisamente quello del servizio di anonimizzazione. Già questo rende molto difficile l'identificazione dell'utente. Maggiore è il numero di utenti che usano il servizio contemporaneamente, migliore risulterà la mimetizzazione. Il provider non sarà più in grado di appurare chi ha stabilito una connessione a quale sito. Inoltre, la maggior parte degli anonimizzatori occulta le informazioni relative al nostro PC e blocca i cookie, garantendo così un'ulteriore protezione.
GLOSSARIO:
INDIRIZZO IP: i computer collegati a Internet comunicano tra loro tramite l'Internet Protocol. L'indirizzo IP identifica in modo univoco un PC ed è formato da quattro serie di cifre.
VPN: Una Virtual Private Network è in genere cifrata e consente di scambiare dati via Internet senza che vengano intercettati. Nemmeno il provider riceve informazioni sui dati.
PROXY: si tratta di particolari server utilizzati per memorizzare temporaneamente dati, filtrarli o inoltrarli. L'inoltro viene spesso impiegato per richiedere, ad esempio, i dati di un sito per conto di un altro computer anonimo.
ROUTING NAT: tramite il Network Address Translation (traduzione degli indirizzi di rete) vengono modificati gli indirizzi IP. Più utenti che usano un anonimizzatore condividono lo stesso indirizzo IP.
JAVA/JAVASCRIPT/ACTIVE-X: si tratta di semplici script che consentono di eseguire direttamente nel browser alcune funzioni speciali dei siti Internet.
ELENCO DI ALCUNI SOFTWARE DI ANONIMIZZAZIONE PIU' IMPORTANTI
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NOTA; GLI INDIRIZZI NON SONO ATTIVI





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